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giovedì 11 luglio 2013

L’Onu costituisce un nuovo Forum per ampliare gli sforzi sullo sviluppo sostenibile

da www.greenreport.it

[10 luglio 2013]
Rio03
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite pensa ad un nuovo Forum per dare maggiore impulso alle politiche di sviluppo sostenibile.
L’organismo sostituirà la Commissione delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (che si è formata dopo il Vertice sulla Terra del 1992), per aumentare gli sforzi per affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali globali.
Il Forum si riunirà annualmente a livello ministeriale sotto gli auspici del Consiglio Economico e Sociale (Ecosoc) e ogni quattro anni, riunirà i capi di Stato.
Nella risoluzione adottata dall’Assemblea si sottolinea la necessità di un quadro istituzionale migliore e più efficace per lo sviluppo sostenibile, che il nuovo Forum dovrebbe essere in grado di fornire attraverso l’adozione di “una piattaforma dinamica” e di una nuova impostazione dell’agenda.
La decisione fa seguito a una raccomandazione di “Il futuro che vogliamo”, il documento finale della Conferenza delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, nota come Rio +20.
«Aver impostato il Forum segna un importante passo avanti nella realizzazione di “Il futuro che vogliamo” -ha dichiarato il segretario generale Ban Ki-moon- Il Forum può fornire la leadership politica e orientare all’azione che dobbiamo seguire in tutte le raccomandazioni di Rio e di affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali globali urgenti».
Il nuovo organismo inoltre ha il compito di dare conto dei progressi compiuti nella realizzazione degli impegni per lo sviluppo sostenibile e promuovere l’integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economico, sociale e ambientale.
«Non stiamo facendo abbastanza per affrontare le sfide fondamentali del nostro tempo» ha sottolineato all’Assemblea generale il presidente Vuk Jeremia, ovvero «dare fine alla povertà estrema in questa generazione e ridurre in modo significativo il divario globale tra ricchi e poveri, senza infliggere danni irreparabili all’ambiente per la nostra sopravvivenza. Il nuovo Forum deve essere più di un semplice luogo di incontro, deve essere il luogo in cui i paesi e la società civile generano la spinta per il cambiamento».
La prima riunione del Forum si terrà nel mese di settembre, durante la prossima Assemblea generale.

mercoledì 10 luglio 2013

Cercasi locomotiva del mondo

da www.ilsole24ore.com


Cercasi locomotiva del mondo
Cercasi disperatamente la locomotiva del mondo: questo è l'allarme che arriva dalla lettura dell'ultimo outlook del Fondo monetario internazionale. Gli Usa frenano (taglio dello-0,2% rispetto alle stime di aprile) come pure l'eurozona, la Cina, il Brasile con la sola eccezione del Giappone. Anche la Germania frena (-0,3% rispetto alla stima di aprile) e questo è il segnale che non si trovano locomotive globali né tra i paesi sviluppati né tra quelli emergenti.
Negli Usa la stretta fiscale legata ai tagli automatici del cosiddetto 'sequester' ha frenato il miglioramento della domanda privata, con una crescita attesa pari all'1,75% circa nel 2013, meno di quanto stimato ad aprile, e al 2,75% nel 2014. Ciò che manca all'appello è la forza e l'ottimismo del consumatore americano che trascinava l'economia globale sulle sue spalle. Ora non è più così e la Cina, seconda economia del mondo, non è ancora capace di sostituire l'America in questo compito, impegnata com'è ad evitare - come ricordato dal chief economist del Fondo Olivier Blanchard nel corso della conferenza stampa - un brusco atterraggio, visto gli eccessi di investimenti e la scarsità dei consumi interni. Senza dimenticare il rischio di una bolla immobiliare.
Dell'eurozona meglio non parlarne, definita dall'Fmi come una zona caratterizzata da «un notevole indebolimento della domanda interna» e dal «protrarsi della recessione». L'eurozona deve rimboccarsi le maniche e portare avanti l'unione bancaria al più presto possibile per far ripartire il credito alle imprese, soprattutto alle Pmi. dei paesi mediterranei.
Gli emergenti sono fuori gioco., visto che l'Fmi li ricorda solo per rammentare che aggiungono nuovi elmenti di criticità alla previsione globale: il fattore più recente sottolineato dall'istituto di Washington é infatti la «crescita più lenta in diversi mercati emergenti chiave». Mercati colpiti dall'annuncio dell'uscita degli Usa dalla politica monetaria accomodante (Q.E.) che «ha generato un flusso di capitali alla rovescia», verso cioè i porti sicuri dei Treasury bill americani tornatia tassi interessanti di rendimento.
Riviste al rialzo le previsioni sul Giappone della Abenomics, destinato a crescere del 2% nel 2013, grazie alle politiche espansive della banca centrale, e dell'1,25% circa nel 2014. Ma certamente il Giappone non basta a far ripartire l'economia globale.