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lunedì 25 luglio 2011

Attentati di Oslo e Utoya: 'la Norvegia risponderà con democrazia'

Articolo tratto da "Peace Reporter" (http://it.peacereporter.net)


I 193 Paesi dell'Onu hanno aperto una sessione sui giovani con un minuto di silenzio. Sono 68, e non 85, i giovani uccisi a Utoya

Sarà con "democrazia, apertura e trasparenza" che la Norvegia risponderà al "peggiore attacco della sua storia dalla seconda guerra mondiale". Con queste parole, il delegato del governo di Oslo alle Nazioni Unite, Gjermund Saether, ha aperto la riunione dell'Assemblea Generale al Palazzo di Vetro, che proprio oggi aveva in programma una riunione sulla gioventù, con la partecipazione di studenti da ogni parte del mondo.

La seduta è iniziata con un minuto di silenzio per ricordare le vittime, in gran parte giovani, appunto, dell'attentato dello scorso venerdì a Oslo. "Questa conferenza discute quei diritti e quei valori che sono stati attaccati venerdì scorso", ha detto Saether, ricordando come sull'isola di Utoya, dove era in corso un meeting dei giovani laburisti prima che la furia omicida di Anders Behring Breivik vi si abbattesse sopra, si stessero affrontando "diritti ed opportunità per partecipare alla vita pubblica, riflettere liberamente per formare le proprie opinioni, organizzare gruppi e partiti, e anche criticare la leadership politica". "Solo attraverso la partecipazione attiva - ha sottolineato il diplomatico norvegese - i giovani possono permettere alla Norvegia di fare passi avanti".

Intanto, la polizia norvegese ha ridimensionato il bilancio delle vittime dell'attentato. Nel massacro sull'isola di Utoya, hanno perso la vita 68 giovani, e non 85, mentre a causa della bomba esplosa nel centro città sono morte otto persone. Nel complesso, dunque, la strage ha provocato al momento 76 vittime.

venerdì 1 luglio 2011

Strauss-Kahn potrebbe essere liberato "Troppe lacune in racconto cameriera"

Articolo tratto da "la Repubblica" (http://www.repubblica.it)

Clamorosa retromarcia degli investigatori, lo scandalo che ha fatto perdere il posto al direttore del Fondo monetario internazionale potrebbe essere una montatura. Un investigatore: "L'indagine è un disastro". La donna ha un rapporto sospetto con un detenuto e riceve versamenti sul suo conto da tutto il mondo
dal nostro inviato ANGELO AQUARO

NEW YORK - Dominique Strauss Kahn potrebbe tornare libero già oggi. La clamorosa svolta arriva a pochi giorni dall'inizio del processo, previsto per il 18 luglio. Gli investigatori fanno un'eclatante marcia indietro e adesso rivelano: la cameriera che lo accusa ha mentito ripetutamente.

L'accusa non regge più e lo scandalo che ha fatto perdere il posto al direttore del Fondo monetario potrebbe rivelarsi - se non la montatura dei suoi nemici politici in Francia che pure era stato ipotizzata - un'invenzione della donna che ha denunciato lo stupro: per altri fini. Il sesso c'e stato. E su questo dall'inizio la difesa è stata chiara. Ma è l'accusa di violenza che ora vacilla, come scrive il sito del Nyt. La procura non solo è divisa sulle accuse di Ofelia - il nome sotto cui fin qui è stata celata la cameriera di origine africana - che sarebbe caduta in contraddizione più volta. Ma l'accusatrice avrebbe un passato così burrascoso da non poter sostenere la versione dei fatti che ha tenuto fin qui agli arresti domiciliari - seppure dorati - l'uomo che fino al 14 maggio scorso sognava di finire all'Eliseo dell'odiato Nicolas Sarkozy. E che stamattina alle 11 locali comparirà davanti a quella corte distrettuale di Manhattan che gli aveva fatto balenare la possibilità di trascorrere in galera i prossimi 70 anni.

La stessa corte che adesso invece potrebbe addirittura mettere fine - momentaneamente - al caso che ha catturato i giornali di tutto il mondo: rimandando in libertà l'uomo fino a ieri sulla gogna. La prigione dorata dove Dominique Strauss Kahn e la moglie Anna Sinclair trascorrono le ore che possono separarli dalla fine dell'incubo è già assediata da giornalisti e paparazzi. Ma le finestre del civico 153 di Franklin Street - nel cuore del quartiere di Tribeca che i locali di Bob De Niro hanno trasformato in attrazione turistica - sono sbarrate come sempre.

Proprio ieri un libro uscito in Francia raccoglieva l'ultima verità della signora: "Sono spaventata ma
usciremo a testa alta". Che cosa è successo? I sospetti della difesa si sono rivelati fondati. Da subito Ben Brafman, l'avvocato che aveva fatto assolvere Michael Jackson dall'accusa terribile di pedofilia, aveva giocato a carte più o meno scoperte. Il sesso? Senza ammettere alcunché l'avvocato aveva evidenziato dal primo momento che la stessa ricostruzione della polizia non stava in piedi: non configurava una violenza. Se sesso c'era stato era stato consensuale. Che l'ex capo dell'Fmi fosse conosciuto al Sofitel come un cliente particolare non era un segreto per nessuno.

Ma un conto sono i comportamenti più o meno licenziosi e più o meno eticamente leciti - o illeciti. Un conto quell'accusa infamante: stupro. Il diritto americano su questo è implacabile. In questi casi si gioca uno contro uno. Non è un particolare di poco conto che il 90 per cento delle cause di violenza sessuale vengano risolte con il patteggiamento: dimostrare davanti a una giuria popolare - come impone la legge di qui - la violenza o meno di un rapporto è sempre più difficile. In gioco la credibilità dei due testimoni-protagonisti. E proprio sul concetto di credibilità rischia di andare in frantumi tutta l'inchiesta.

Da quel mezzogiorno del 14 maggio Ofelia ha mentito e si è contraddetta più volte. Non solo. Secondo le testimonianze degli investigatori l'indagine "sarebbe un disastro". Nel giorno stesso in cui ci sarebbe stato lo stupro la donna telefonò a un amico che si trovava in carcere con cui discusse dei possibili "benefici" di quell'incontro al Sofitel. La telefonata è stata registrata. E l'uomo fa parte di un gruppo di persone - forse sarebbe già meglio dire una banda - che hanno versato sul conto della povera ragazza madre africana 100 mila dollari in due anni. Depositi che arrivano dalla Georgia, dall'Arizona, dalla Pensylvania e anche da New York.

Gli investigatori ipotizzano traffico di droga e riciclaggio di denaro. Ma Ofelia ha mentito su tanti particolari della sua vita privata. Quella che il suo avvocato difensore dipingeva come una musulmana modello è una donna dal passato e forse dal presente a dir poco movimentato. Aveva sostenuto di aver fatto richiesta di asilo per uno strupro subito in Africa: non ce n'è traccia. Aveva sostenuto di avere subito la mutilazione dei genitali: è falso. Sono stati gli stessi investigatori a incontrare gli avvocati di Strauss-Kahn per decidere quali passi prendere. Questa mattina alle 11 il destino dell'uomo che puntava alla presidenza della Francia potrebbe avere l'ennesimo - e questa volta per lui fortunato - inaspettato giro. Il giudice potrebbe addirittura considerare di mandarlo libero in attesa del processo. Sono caduti i presupposti di fuga e di reiterazione di un reato tutto da dimostrare.

Rimangono i 5 milioni di dollari di assicurazione oltre al milione di "bailout" già concesso. Ma l'intera vicenda getta già una luce negativa sul primo caso portato avanti dal procuratore Cyrus Vance. Il nuovo arrivato - dopo quarant'anni di regno del mitico Robert Morgenthau - qui si giocava la sua credibilità. E la sua procura è quella che indaga, oltre che sui crimini comuni, anche su quelli di un "quartiere" chiamato Wall Street. Ha proprio ragione l'investigatore che ha confessato che l'inchiesta è un disastro. Anzi per la precisione "a mess": che in inglese vuol dire anche "un casino".

(01 luglio 2011) © Riproduzione riservata