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giovedì 30 giugno 2011

Libano, quattro membri di Hezbollah accusati dell'omicidio Hariri

Articolo tratto da Peace Reporter (http://it.peacereporter.net)


Il Tribunale speciale per il Libano ha depositato i risultati delle indagini sull'attentato che nel 2005 costò la vita all'ex presidente

Il Tribunale speciale per il Libano (Tsl), con sede in Olanda, che sta indagando sull'omicidio dell'ex premier Rafiq Hariri, avvenuto nel 2005 a Beirut, e su altri crimini commessi nel paese nel 2004, ha concluso i lavori. Il procuratore generale del Tsl, il canadese Daniel Bellemare, ha depositato l'atto di accusa contro i presunti mandanti ed esecutori dell'omicidio presso la procura di Beirut.

La pubblicazione ufficiale delle accuse del Tsl è attesa nelle prossime 24 ore. Fonti vicine alla magistratura hanno però rivelato all'Ansa che ad essere accusati sono quattro appartenenti al movimento sciita libanese Hezbollah. Abdel Majid Ghamlush, Salim Ayyash, Mustafa Badreddin e Hassan Issa sarebbero i nomi dei quattro uomini accusati, secondo quanto riportato dai media locali.

martedì 28 giugno 2011

Lagarde nuovo direttore generale prima donna a ricoprire l'incarico

Articolo tratto da "la Repubblica" (http://www.repubblica.it)

FMI

Il ministro dell'Economia francese prende il posto di Dominique Strauss-Kahn, dimessosi lo scorso 18 maggio dopo essere stato accusato di violenza sessuale. E' l'undicesimo europeo consecutivo a sedere su questa poltrona. L'Eliseo: "Una vittoria per la Francia". La gioia su Twitter: "E' un onore"

WASHINGTON - Christine Lagarde è il nuovo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Lo ha deciso il board. Il comitato esecutivo del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) "ha scelto oggi Christine Lagarde come direttore generale e presidente del Comitato esecutivo per un termine di cinque anni a partire del 5 luglio 2011". Il ministro dell'Economia francese, la prima donna alla guida del Fondo da quando è stato fondato, nel 1944, prende il posto di Dominique Strauss-Kahn, dimessosi lo scorso 18 maggio, dopo essere stato arrestato 1 a New York per una presunta violenza sessuale. La Lagarde, 55 anni, l'undicesimo europeo consecutivo a ricoprire l'incarico, ha incassato il sostegno dell'Europa, degli Stati Uniti e di alcuni dei Paesi cosidetti 'BRICS' come Cina, Russia, e Brasile. Il principale sfidante era il brasiliano Carstens 2, che l'aveva accusata di "parzialità" nella gestione della crisi della zona euro.

La gioia su Twitter. "E' un onore ed una gioia per me annunciarvi che il Consiglio di Amministrazione dell'Fmi mi ha appena nominato direttrice generale!", ha scritto Lagarde su Twitter subito dopo l'elezione. E nella prima intervista rilasciata a Tf1, ha parlato di quello che sarà il primo problema da affrontare nella sua nuova veste, la crisi greca: "L'opposizione deve sostenere il governo. La Grecia deve fare tutto il possibile per restare in Eurolandia", ha detto. Quindi ha chiarito che intende seguire le orme del suo predecessore nella riforma del Fmi, che deve essere "più efficace, efficiente e legittimo, puntare a una crescita più forte e sostenibile, alla stabilità macroeconomica e a un futuro migliore per tutti". In quest'ottica Lagarde prevede di parlare con Strauss-Kahn.

Soddisfazione per la nomina arriva dall'Eliseo: "La designazione del ministro francese delle Finanze al vertice dell'Fmi è una vittoria per la Francia - è stato il primo commento - e la presidenza francese si rallegra del fatto che una donna accede a questa importante responsabilità internazionale".

I primi impegni da affrontare. Sono tante e difficili le questioni che il nuovo direttore dovrà affrontare appena entrerà ufficialmente in carica. Ecco quali sono:

GRECIA: Il salvataggio delle finanze pubbliche di Atene mette in gioco la stessa credibilità del Fmi che per questo dossier ha messo in piedi la più grande mobilitazione di fondi della sua storia: 30 miliardi di euro dei complessivi 110 miliardi del pacchetto congiunto con l'Ue. Il piano ha mostrato finora diverse criticità e dovrà essere aggiornato per evitare il default della Grecia. I critici sostengono che il programma approntato dal Fondo sia stato pianificato male a causa della leadership troppo sbilanciata nella protezione dell'area euro. Il nuovo direttore generale dovrà dimostrare la sua capacità nell'affrontare i problemi europei senza ritardi.

SPILLOVER REPORTS: L'Fmi dovrà pubblicare a luglio il primo dei cosiddetti ''spillover reports'' ovvero la prima analisi dei pericoli posti al sistema economico mondiale dagli sbilanciamenti dei conti pubblici e dalle politiche più rischiose delle più grandi economie del pianeta: Usa, Cina, Giappone, Gran Bretagna e Eurozona. Il direttore generale dovrà difendere la credibilità di questi rapporti.

EGITTO: Forse temendo il rischio politico dell'imposizione da parte del Fondo di un duro pacchetto di riforme, l'Egitto ha respinto un prestito annuale da tre miliardi di euro. Ma sono in molti a pensare che l'economia del Paese africano, danneggiata da anni di malgoverno e dalle rivolte di quest'anno, abbia disperatamente bisogno di un aiuto internazionale. Il nuovo numero uno dell'Fmi dovrà riuscire a conciliare la necessità di implementare le riforme che ritiene necessarie con il desiderio di sostenere un Paese arabo chiave a proseguire nella sua profonda trasformazione politica.

SISTEMA FINANZIARIO
: Il Fondo monetario dovrebbe quest'anno rivedere e rafforzare la sua sorveglianza sui rischi dell'economia globale, specialmente su quei Paesi che pongono un maggiore rischio sistemico. Il processo di revisione riguarderà anche gli interventi che il Fondo può attivare per ridurre questi rischi. Questo potrebbe portare il nuovo direttore generale a doversi scontrare con la Cina. L'enorme surplus di Pechino e lo yuan sottovalutato vengono considerati dagli altri paesi, Stati Uniti in testa, come una nuova minaccia rispetto a quelle sulle quali l'Fmi è abituato a intervenire.

(28 giugno 2011) © Riproduzione riservata

domenica 12 giugno 2011

Vertice Fmi, spunta l'outsider "Israele candida il governatore Fischer"

Articolo tratto da "La Repubblica" (http://www.repubblica.it)

Il colpo di scena, annunciato dall'emittente di stato Channel 2, scombina i giochi per la direzione generale e il posto di Strauss-Khan, ormnai ridotti a una sfida a due tra la francese Lagarde (favorita) e il messicano Carstens.

ROMA - Colpo di scena nella corsa per il vertice del Fondo monetario internazionale: il governatore della Banca d'Israele, Stanley Fischer, avrebbe infatti depositato la sua candidatura per la direzione generale dell'Fmi. Lo ha riferito oggi l'emittente dello stato ebraico Channel 2. La notizia, non ancora confermata ufficialmente dalla Banca centrale israeliana, è giunta poco dopo la scadenza del termine massimo stabilito per la presentazione delle candidature alla successione di Dominique Strauss-Kahn.

Fischer entrerebbe dunque a sorpresa a scombinare le carte di quella che era ormai diventata una sfida a due fra il ministro francese delle finanze, Christine Lagarde e il governatore della Banca centrale del Messico, Agustin Carstens. Ieri, ultimo giorno utile per le candidature, c'è stato infatti il ritiro dei due possibili concorrenti: Grigory Marchenko del Kazakhstan e Trevor Manuel del Sudafrica.

Fischer, 67 anni, economista rispettato per avere aiutato il suo paese a superare la crisi finanziaria internazionale, ha già occupato un ruolo di primo piano alla banca mondiale ed è stato numero due dell'Fmi. Nello scorso mese di marzo aveva accettato un secondo mandato di cinque anni alla guida della banca centrale d'Israele.

In queste settimane sia Lagarde che Carstens hanno fatto un'intensa campagna elettorale per cercare di ottenere i favori dei grandi elettori del Fondo: la Lagarde si è mossa soprattutto per superare l'eccezione dei Brics, i paesi delle nuove economie emergenti, che chiedono finalmente un direttore generale non europeo; Carstens, al contrario, ha fatto di tutto per rassicurare l'Europa.

I 24 membri del board del Fmi si riuniranno a fine giugno per prendere la decisione finale. La Lagarde era data favorita, ma una confermna della presenza di Fischer nella corsa per il posto di Strauss-Khan rimetterebbe in moto tutte le diplomazie e i corteggiamenti, soprattutto verso Brasile, India, Cina e Russia.

(11 giugno 2011) © Riproduzione riservata

venerdì 10 giugno 2011

"La Clinton vuole la Banca Mondiale" Ma il segretario di Stato smentisce

Articolo tratto da "La Repubblica" (http://www.repubblica.it)

L'indiscrezione diffusa dall'agenzia di stampa Reuters: l'ex first lady potrebbe lasciare l'amministrazione Obama per la presidenza dell'organizzazione. Una fonte: "Hillary vuole quel posto". Ma la Casa Bianca e la diretta interessata negano WASHINGTON - La diretta interessata smentisce, ma la voce continua a circolare con insistenza: l'attuale segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, punta alla presidenza della Banca Mondiale. L'indiscrezione è stata diffusa dall'agenzia di stampa Reuters, che cita almeno tre fonti a sostegno della sua ipotesi. Le smentite della stessa Clinton e della Casa Bianca, sostiene la Reuters, potrebbero essere tattiche, per non minare la credibilità della Clinton come capo della diplomazia statunitense.

Il segretario di Stato, arrivata alla Casa Bianca dopo aver conteso a Barack Obama la candidatura democratica alla presidenza, non ha mai fatto mistero della sua intenzione di lasciare il dipartimento di Stato alla fine del primo mandato di Obama, la cui scadenza è all'inizio del 2013. Ma i tempi potrebbero accorciarsi, visto che il mandato dell'attuale presidente della Banca Mondiale, Bob Zoellick, scade a metà 2012 e non intende essere riconfermato.

"Hillary vuole quel lavoro", afferma una fonte anonima citata dalla Reuters. La Clinton sarebbe la prima donna a ottenere l'incarico, una carica che viene tradizionalmente assegnata agli Stati Uniti. La notizia dell'interesse dell'ex first lady per l'incarico affiora mentre si dibatte del futuro presidente del Fondo monetario internazionale, organizzazione sorella della Banca Mondiale, dopo le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn. Anche un'altra fonte, citata dall'Afp, conferma l'interesse: "È un'ipotesi reale sulla quale stanno lavorando". Non
è ancora chiaro, conclude la Reuters, se Obama sia pronto a proporre la candidatura della Clinton. Per sostituirla nel ruolo di segretario di Stato uno dei favoriti sarebbe John Kerry, candidato democratico alla Casa Bianca nel 2004, sconfitto da George W. Bush.

(10 giugno 2011)

sabato 4 giugno 2011

Le economie emergenti accelerano "Sorpasso su paesi G7 entro il 2036"

Articolo tratto da "la Repubblica" (http://www.repubblica.it)


Soltanto quattro anni fa la data era il 2046. Alla base del cambiamento la crisi finanziaria nei paesi occidentali. La Cina supererà gli Usa già nel 2023

di LUCA PAGNI MILANO - C’è qualcosa di nuovo sul fronte occidentale. Addirittura di impensabile fino a pochi anni fa, prima della crisi economica scatenata dalla bolla dei mutui "facili" scoppiata negli Stati Uniti. Proprio a causa della recessione che ha avuto il suo epicentro nella finanza anglosassone, avverrà prima del previsto il sorpasso delle economie dei paesi emergenti sui paesi occidentali, ancora per non molto tempo definibili come i più ricchi del mondo.

Lo rivela uno studio di PricewaterhouseCoopers, società di consulenza tra le più accreditate. Il documento appena pubblicato, dimostra come le economie dei cosiddetti E7 (Cina, India, Brasile, Russia, Indonesia, Turchia e Messico) supererà quella dei pasi del G7 (Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia e Italia) entro il 2036. Ma il dato sorprendente è che il medesimo studio di Pwc redatto soltanto quattro anni fa - e quindi precedentemente all’inizio della recessione - fissava il sorpasso almeno un decennio più avanti, ovvero nel 2046.

Lo studio si riferisce, in particolare, al valore congiunto delle attività bancarie dei paesi interessati misurata anche in relazione alle proiezioni dei Pil nazionali. E non stupisce, quindi, che gli emergenti mettano la freccia per il sorpasso prima di quanto era stato previsto nel 2007. La crisi ha avuto origine finanziaria e sono stati gli istituti di credito americani ed europei a soffrire di più, con fallimenti a catena negli Stati Uniti e con i
grandi gruppi salvati solo dall’intervento dei governi nel Vecchio Continente. Non così nei paesi emergenti, dove le banche locali sono rimaste al riparo avendo investito molto meno dei prodotti "strutturati" che hanno causato la bolla.

Dunque, secondo le nuove previsioni, se complessivamente la lancetta è stata portata avanti di dieci anni, a livello di sfide "singole" si scoprono ulteriori sorprese. Per il primo posto del podio, la Cina supererà gli Stati Uniti come principale economia mondiale già nel 2023, con venti anni di anticipo rispetto alle previsioni precedenti. In leggero anticipo rispetto alla media, anche il sorpasso dell’India sul Giappone per il terzo posto della classifica: avverrà entro il 2035. Sempre che, avverte lo studio, l’India continui a investire in infrastrutture, si apra alla concorrenza, diminuisca la burocrazia e cresca il livello di istruzione nelle aree rurali (ma questo, viene da dire, vale per tutti gli emergenti, analisi che non stona nemmeno come ritratto delle "deficienze" italiane). E siccome lo studio di Pwc è uno sguardo di lungo periodo fino al 2050, gli esperti della società profetizzano che l’India potrebbe addirittura superare la Cina, perché quest’ultima in prospettiva subirà un rallentamento dei consumi a causa della elevata età media della popolazione.

Ma la conta del "chi supera chi" non si limita a questo. Ad esempio: il Brasile sarà avanti a Germania e Regno Unito entro il 2045. E L’Italia? Per quella data sarà già stata superata dall’India (2030) e dalla Russia (2039) nonché dallo stesso Brasile (sempre 2045). E nel 2048 arriverà anche quello del Messico.

(03 giugno 2011)