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giovedì 21 aprile 2011

Acqua: Bcfn, lettera ai leader della Terra

Articolo tratto dall'ANSA (http://www.ansa.it), da quest'articolo in poi articoli anche sulla pagina fan di Facebook su "Il Mondo Futuro".

con una serie di misure prioritarie per affrontare l'emergenza idrica
21 aprile, 20:17

CRISI IDRICA
CRISI IDRICA

Una lettera ai leader della Terra, promossa dal Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn), con l'elenco di una serie di misure prioritarie per affrontare l'emergenza idrica e' stata stilata e inviata al termine del primo 'Bcfn Talks', seminario online dedicato al tema della Water Economy e trasmesso ieri via web. Tra le proposte a firma Bcfn: assicurare il diritto globale all'acqua attraverso policy nazionali e internazionali e una gestione del processo di privatizzazione attraverso il coinvolgimento e la supervisione di organismi pubblici; accrescere la consapevolezza sull'impatto ambientale dell'alimentazione, promuovendo diete a minor consumo di risorse idriche (come quella Mediterranea); promuovere tecniche in grado di ridurre il consumo d'acqua di individui e organizzazioni; sostenere il commercio internazionale dei prodotti, basandosi sulla loro impronta idrica, per raggiungere l'equilibrio nell'accesso all'acqua.

Il dibattito tra i relatori, Barbara Buchner, direttore del Climate Policy Initiative di Venezia e membro dell'Advisory Board del Barilla Center for Food & Nutrition, Ashok Chapagain, senior water advisor di Wwf-UK e Stella Thomas, fondatrice ed executive director del Global Water Fund, ha fatto emergere la necessità di usare in maniera più responsabile le risorse idriche disponibili poiché esistono profonde differenze nelle possibilità di accesso e nel consumo pro capite tra i diversi Paesi, in particolare tra le economie più sviluppate e quelle in via di sviluppo. Si va dai 575 litri degli Stati Uniti ai 385 dell'Italia e ai 285 della Francia, dai 180 del Brasile ai 135 dell'India e agli 85 della Cina, ma i dati delle Nazioni Unite dicono anche che un miliardo di persone vive con meno di 20 litri di acqua potabile al giorno, considerata la soglia minima necessaria ai bisogni primari di alimentazione e condizioni igienico-sanitarie.

Nel corso del webinar, inoltre, è stato affrontato l'impatto, in termini di 'water footprint', cioè il consumo di acqua per la produzione degli alimenti, degli stili alimentari. Il Barilla Center for Food & Nutrition ha elaborato la piramide alimentare e idrica, che mette in relazione la tradizionale piramide alimentare con l'impatto dei suoi componenti in termini di consumo di risorse idriche. Da questa comparazione emerge come gli alimenti della dieta mediterranea, per i quali si consiglia l'assunzione più frequente, hanno minore impatto sul consumo di acqua. Adottare abitudini alimentari con un'impronta idrica più alta, ad esempio troppo ricche in grassi e zuccheri, risulta essere negativo non soltanto in termini di salute per l'uomo, ma anche per il benessere del pianeta.

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